C House – Coffee Hop

La Freccia Rossa: il superfluo tempio del consumismo, in una città in cui ci sono più centri commerciali che centri sociali. Speravo di non doverci mai andare.
E invece, non di solo pirlo vive l’uomo. Costretto da un forzato bisogno di sneakers, trascino tra i negozi un malaugurato drappello di recensori, alla volta della meta definitiva: il C House – Coffee Hop Bar.

Alekone

Così apriva tempo fa la recensione di Alekone, che mi trovo solo oggi a concludere * in quanto ultimo classificato della gara:
“sasso, carta, forbice … questo bar te lo recensisci tu! “

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Arriviamo al Coffee Hop Bar (potrebbe essere Coffee Shop con un S che si è staccata dall’insegna… mah) percorrendo i corridoi desolati di un centro commerciale in piena desertificazione, il nostro sguardo non ci mette molto ad essere attirato dal Coffee Hop, monolitico bar ad angolo nero al confine della zona “pappa”, laggiù fra mezzi galletti del Beefed, mucche senz’organi di Ronald e sushii Runners risplende il pirlo. O almeno dovrebbe.

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Seduti al tavolo, (quelli della sezione glamour ovviamente, vade retro sezione paninaro anni 80′ del Burghy )** ordiniamo i nostri 3 pirli: 2 aperol ed un campari.

Dal bancone, nell’attesa, rubiamo qualche salatino, patatine, quadrelli di frittata e della pasta fredda. ah si noccioline. Sgranocchiamo qualcosa chiedendoci se le “pietanze” nei nostri piattini di plastica mettono in buona luce o meno un locale che tanto pare far l’occhiolino al Fashion. Ahimè la luce è poca, buio, quanto l’interno di un frigorifero che da una notte all’altra custodisce gli avanzi del giorno precedente.

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Passiamo al pirlo, anche questo è molto di moda, quanto un paio di scarpe di tendenza, tutte uguali per non sbagliare. Così “il migliore amico del Bresciano” (dopo lo spiedo) si perde in un gusto neutrale, nemmeno-tanto-cattivo, mezz’annacquato, non-lo-ricordo, bah. lo beviamo e ci mettiamo un sacco di tempo.

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La resa dei conti.
Ci sono posti Fascìon che sono un pò più Fascìon, ci sono osterie dove mangi come un drago, ci sono bar di quartiere dove bevi come un giocatore accanito di slot machine ma se uno è al frecciarossa ed ha estremo bisogno di un pirlo allora raggiunga di corsa il Coffe Hop bar. 3,5€.

*Solitamente quando mangiamo come cinghiali e beviamo pirli galattici, le recensioni sono online solo qualche ora dopo … ahimè brutta cosa l’euforia alcoolica!
** Questa la capisce chi c’è stato.

(Chiuso) Divina

Edit 15/02/2011: il locale è chiuso!


Da una costola del Bar Godiva di Bovezzo (e che costola!) nasce il Divina, che del bar precedente ha preso il meglio della clientela e il meglio degli stuzzichini. E si è spostato, tra Bovezzo e il Villaggio Prealpino.
Varchiamo la porta in compagnia di un nutrito drappello di indigeni e prendiamo posto sulle comode sedie di questo bar di paese, frequentato da giovani e giovanissimi e gestito da una schiera di ragazze, agli ordini della barista: La Claudia.

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I pirli ci arrivano, e sono delle mazzate nel nostro stomaco vuoto. Spettinati per cinque minuti, assorbiamo l’impatto con Gli Stuzzi. Le cibanze sono disponibili a richiesta, con un sovrapprezzo di un euro. Non abbiamo potuto farne a meno.

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Prima di tutto le patatine – ma che dico, patatine! Gli estrusi di mais al gusto pizza. Un classico della ricreazione. Un must dell’oratorio. Un toccasana per la fame chimica. Ma non ci si ferma certo qui!

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I fonzies!! E le nostre dita, unte di finto formaggio NON fritto e di frullato di tuberi, verranno leccate finchè l’ultima polvere di pseudo-patatina-non-fritta sarà stata inghiottita! [nota: alcuni ci hanno fatto correttamente notare che, sbarellati dai fumi dell’alcohol, abbiamo preso per fonzies© delle volgari imitazioni, le scarsissime Flash. non lo faremo più.]
Ma poteva essere finita qui?

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Un taglierone di spicchiettini di pizza roventi, di quelli che ti lasciano un ricordo indelebile sul palato e rendono la tua lingua insensibile per ore. Mega! Il nostro euro per gli stuzzi, a questo punto, era già ripagato.

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Ma è proprio qui che il Divina ci ha stupito: con una sapiente maxi-combo di:
– olive
– piadina al cotto e formaggio, calda
– mini-wurstel (mini-wurstel??) e ketchup
– brandelli di pollo fritti
i nostri stomaci si sono dichiarati più che soddisfatti.

Abbiamo avuto anche modo di testare (1), testare (2) e provare (3) la qualità del pirlo. Non fatelo se dovete guidare! Ma nemmeno se dovete camminare!
L’ambiente è tamarro, con la musica a palla diffusa da Deejay TV. Se siete fortunati, trasmetteranno sette volte il video nuovo di Marracash (a noi è successo).
Il servizio è spiccio ed essenziale: si bada al sodo, qui. Se ordinate da mangiare, nessuno vi garantisce che poi, in effetti, il cibo arrivi. Ma le cameriere sono gentili e simpatiche.

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The Bottom Line
Un ottimo rapporto qualità prezzo per questo bar di paese che soddisferà i clienti di bocca buona. Cioè, tutti i lettori de ilPirlo.com.

Prezzo: 2,20€ + 1,20€ di stuzzichini (forse)
Pirlo: Buono!
Cibo:Tanto e buono.
Ambiente: olè
Servizio: hahahhaha

Bar Divina
Via Dante Alighieri (eh! avete notato il sottile collegamento tra il nome del bar e l’indirizzo! mica cazzi!)
25073 Bovezzo
Aperto la domenica!

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La Sosteria

Se una sera avete voglia di un pirlo in località amene ed esotiche, potete provare questo locale facilmente raggiungibile, situato in quel splendido paesello che è Botticino.
“I vostri etilometri non fermeranno la nostra sete”: è questo il cartello che ci accoglie all’entrata. Sì, è il posto che fa per noi!

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Il locale più strano che io abbia mai visto: l’atmosfera è un mix super chic di pettinismo alternativo e stile decadente da antico bar di paese.
Curiosi eh?! Grandi tavoli di legno con semplici sedie da taverna, affiancati a divani leopardati e sedie stile trono Primo Impero. Come dire, sofisticata semplicità.
Per capirci, nel menù, accanto a vini francesi e doc della franciacorta, potrete trovare il thè con i biscotti.

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Mi risulta un po’ difficile descrivere questo bar enoteca, quindi andateci e vivetevelo.
Ordiniamo due pirli con l’aperol e un bicchiere di vino rosso.

Ohibò! Ad ornamentare il bicchiere di pirlo c’è una fettina di mela. Très chic.
Il pirlo è buono, ma dal tasso alcolico basso, qualche cubetto di ghiaccio e la fetta d’arancia. Anche il vino rosso è di qualità e viene elargito abbondantemente.

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Un piiiiccolo buffet ci offre della focaccia alle olive, del caprino decorato con insalatina e aceto balsamico, olive, polpette very good, e polenta arrostita contornata di salamino.

Tutto molto buono. In 3 abbiamo spazzolato quasi tutto già al primo giro.
Alla resa dei conti: 3,50 € e 3 bicchierini.

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NB: il buffet c’è solo la domenica, a partire dalle 16 (?!)

“La Sosteria”, via Garibaldi 21, Botticino (Bs) tel. 345 8759522
 
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