edit: Settembre 2009 – prendiamo 15, leggi quindici pirli al tavolo, prezzo supperggiù invariato la vera stoccata è che non arriva al tavolo nemmeno un’oliva, no patatine nulla di nulla. La risposta che ci viene data è : “quelle cose lì sono in vendita.” Assurdo.
Published on: Mar 25, 2007 @ 12:05
“Udeberri è uno dei posti che a Brescia si conosce!”, difficile non esserci mai passati e non aver mai preso un pirlo li, arrivate alla chiesa di via Lamarmora e ci siete.

Il locale non nasce in 4 mura ma dalla classica storia del viaggio rivelatore di due amici in terra spagnola, al loro ritorno aprire un bar che ricordi il calore vissuto è un dovere; sicuramente meglio che dell’altra classica storia bresciana: un buon soggiorno a Sharm el Sheikh o Marsa Alam, tutto incluso: villaggio, aereo, coktails, 1 escursione, 1 animatore/bagnino e ritorni con qualche buon stereotipo già visto, già sentito.

Udaberri è sempre pieno, specie in orario pirlo, ha una buona cerchia di frequentatori al quale si aggiungono gli amici degli amici, i mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà, c’è n’è per tutti insomma. Il pirlo è buono anche se con troppo ghiaccio -nel sito è riportata la loro ricetta: “versare campari o aperol nel bicchiere pieno di ghiaccio [..]“, dai non troppo pieno!- comunque sia riesce nel suo intendo: il primo lo sentite da lontano, il secondo si fa sentire meglio. Bicchiere ampio, adatto alla missione per la quale è stato arruolato (forte attenzione nella scelta dei bicchieri, vedi sito, apprezzabile).

Stuzzichini: su questi l’Udaberri inizia a scricchiolare: se siete al tavolo insieme al pirlo arriva un cestino di patatine e qualche oliva, se siete in piedi al bancone avrete a disposizione un buon buffet, parecchia scelta, peccato che non essendoci piattini o altro, tutto ciò che trovate lì è da mangiare lì, nemmeno al tavolo, dubito che girereste con due fette di mortadella tra la folla. Per cui le scelte rimangono o beccarsi solo patatine e olive o letteralmente COMBATTERSELA al bancone, come immaginabile il più grosso mangia di più.

La resa dei conti.
Brescia c’è, il posto c’è, il calore c’è, il pirlo quasi, gli stuzzichini forse, il prezzo chissà: 3,50€. Sommando tutto darei, anzi do, all’Udaberri 3 bicchieri su 5 un pò mi spiace perchè con un piattino in più al tavolo e/o 0,50€ in meno se la sarebbe giocata per il 4/5.
p.s. tutte le foto della recensione sono state prese dal sito udaberri.it: con poca luce ci è stato difficile scattare buone foto.
Udaberri Berri Music Pub
Piazzale G. Tredici, 6 Brescia (Bs)
(sito web – bel sito!)
(mappa della zona)
myspace.com/udaberriberri
Non si può dire che il Blucafé abbia un ampio parcheggio, ci stanno si e no quattro macchine ma ieri abbiamo trovato posteggio al primo colpo. Questo bar è un bar di quartiere, la via è stretta e i tavolini si affacciano su un condominio che togliendoci il panorama lascia lavorare la nostra immaginazione.
Appena arrivati abbiamo notato una fantastica coincidenza tra il nome BLUcafè e l’arredamento appunto Blu.
Tappeto blu, posaceneri blu, neon blu, vasi blu, poltrone blu. noi prendiamo tre pirli, uno rosso e due arancioni.
Non sono male in termini di quantità e sapore, unica cosa i 6/7 cubetti di ghiaccio mi hanno anestetizzato.
Ci sono anche delle olive infilzate, delle patatine, poche, una ciotola con dei grissini bassi e grassi e un tagliere con delle porzioni di panino al crudo.
Quando mi sono svegliato stamattina ho trovato in tasca lo scontrino ricco di informazioni:
Il blucafè è in Via Cantore n.52, vicino all’itis
il pirlo costa 3 euro
ci do 3 bicchierini perchè l’ambiente è molto accogliente, la signora al banco è simpatica e metteva della musica buona, di quella che ti fa muovere la testa avanti e indietro come i piccioni.
Dopo mesi torniamo in buca. No forse anni. Sappiamo dei cambiamenti che la Buca ha subito durante la nostra assenza ed anche di quanto il suo aperitivo domenicale si stia affermando tra i GGGiovani, con tanto gaudio e giubilo dei classici vicini che da anni spaccano le palle a chi in piena tranquillità, senza far del male a nessuno, urla nel cuore della notte o strombetta dal suo bolide in terza fila: -se ho il bolide, strombazzo quanto me pare. , dicono questi.
-via i vostri kebab, lasciateci dormire rispondono gli altri.

Arriviamo prestissimo, 18.30, poche volte siamo arrivati su lavoro così in anticipo. Già tutti i tavoli della buca di bacco sono pieni! poco male, chissenefrega del tavolo quando c’è un’intera asse-tavolo-fra-2-botti-buffet completamente libera al centro del locale? Da notare che pochi sono i posti che ci han presentato una situazione simile: un buffet al centro, che qualcuno ha definito “attaccabile da entrambe i lati”.
Ci raggiunge qualche amico del San Polo Drinking Team, loro essendo grossi si portano via buona parte dello spazio disponibile, noi l’altra metà. -il buffet è nostro! tu continua a strombazzare!.

Ordiniamo i pirli al banco. Ce li preparano mentre chiaccheriamo della pace del mondo, del senso della lotta di the pirate bay, della giusta legna per fare lo spiedo e del Bimbi come miglior amico dell’uomo di casa. I pirli arrivano nel bicchiere del cuba (uff..) con molti brutti cubettoni di ghiaccio al suo interno, insomma non si prospetta un buon pirlo.
Con scatto veloce diamo una zampata al bicchiere e ritorniamo a danzare in cerchio attorno al buffet.
Buffet anomalo: grande tavolo per lo più sempre vuoto, non darà mai la sensazione di “tanto cibo”, c’è da dire che viene continuamente rifornito: dai fritti, alla pizza, tartine, pasta, riso, cuscus etc etc.. il fatto che vengano portati giusto due vassoi alla volta, crea il fantastico effeto “sgomita per averne e sei un ingordo”, tale effetto mediamente disprezzato dalla gioventù bresciana limita così i consumi e gli sprechi. Non per noi, che essendo in prima fila abbiamo fatto razzia di diverse portate. Peccato per chi dovendo mantere un certo contegno, che di domenica sera è la regola, non s’è sfamato.

Il pirlo diventa il giusto compagno per questo ABBuffet, ghiacciato e leggero, aiuta la pappa a scendere. Valutato di per sè è però annacquato e poco alcoolico, insomma un cocktail più che un “zio beom nà oltà”.

Passa il tempo e la buca esplode di gente, fin quando non raggiunto il suo limite la folla si riversa all’esterno fin all’ora in cui il popolo dell’aperitivo si congiunge con il popolo della notte-iniziamo-da-un-amaro.
La resa dei conti.
La buca, nonostante i cambi di gestione mantiene il suo sapere fashion-tradizionale, forse ora sbilanciato più sul fascion. Ha un popolo di ammiratori ,estimatori ed amici che da anni vedono Buca di bacco come un punto di riferimento. Ora la pappa è sicuramente migliorata come qualità/quantità rispetto alla nostra prima visita, mentre la qualità del pirlo è scesa. Il costo Domenicale è alto: 5 Euro. E’ difficile dare un giudizio, ma volento essere attaccati alle radici di questo sito , si becca 3 su 5. Diversamente con macchina strombazzante e ciuffone ingellato.. arrivate a dare sicuramente un 4 su 5. Se poi siete amici, beh allora come sempre è un 5/5.
Vecchia Recensione Pubblicata il: Dec 14, 2006 @ 11:20
La “Buca” è un altro dei posti storici di Brescia, difficile non esserci mai passati almeno una volta. L’atmosfera che si respira è qualla che si sente ad una bevuta con buon amici, senza troppe pretese, tavoli, sedie e bancone in legno scuro si fondono con il giallo delle pareti e alimentano il calore del posto.
La “Buca” è conosciuta non tanto per il pirlo, forse più per le grappe al metro o forse per essere divenuta punto di ritrovo di mezza Brescia nel corso degli anni. Comunque qua, l’obbiettivo è uno, ancora una volta Il pirlo.
Verso le 19:00 inizia a comparire sul bancone la classica combo olive, patatine, arachidi, così il primo round se ne va senza colpi ne dati ne subiti. Di li a poco, raggiungono il ring di gara, 5 o 6 sughi/salse differenti con le quali si prederanno a cucchiaiate dei crostini raccolti in una ciotala lì vicino.
Se berrete al tavolo, il discorso non cambia, olive, crostini, salse e compagnia vi raggiungeranno a bordo di alcuni piattini, magrolini a dire la verità, non è raro trovarsi a metà pirlo già sul fondo di questi.
Il pirlo è in due versioni, pirlino e pirlone, buoni entrambe, forse nella versione grassa a volte un pò troppo ghiaccio, non li sottovalutate in quanto non tarderanno a farsi sentire, specie dopo un paio (o più!).
La resa dei conti.
La Buca di Bacco offre un buon pirlo, qualche stuzzichino, un ambiante accogliente ed un prezzo giusto che oscilla tra 1,50/1,80€ per il piccolo e 2,50/3€ per il grande. Consigliato per chi si trova in zona prima di cena e vuol gustare un pirlo veloce che gli permetta sia di arrivare a destinazione e sia di mangiare ancora per parecchio tempo. Sconsigliato invece per chi cerca un aperitivo più lungo, con buffet ed abbondanza di cibo, in questo caso non avrete la possibilità di arrivare direttamente al dopo cena saltando il pasto, qualcosa dovrete mangiare.
La Buca di Bacco
via sabotino 27
Brescia(bs)
(mappa della zona)
(ex Angolo 82, Edit by Beta)
Cambio di gestione per Angolo 82, ora Gilez.
Per lo più l’ambiete è rimasto quello se non per un paio di console alla sinistra di un grosso televisore. Ciò che cambia è forse il tono generale del locale passato da un fashion-artistico al barquartiere-”zio beom nà oltà“. E Per quanto riguarda questo sito, benvenga allora!

Veloce test del nuovo pirlo, una sera dopo lavoro.
Ordiniamo ed in un clima famigliare, arrivano pirli e due piccoli piattini, forse troppo piccoli nell’immensità di quel tavolo nero.


Il pirlo si fa sorseggiare e va giù liscio, ti permette di avere una cena ed una vita propria anche dopo esserselo scolato; non abbiamo controllato le tabelle alcooliche ma non credo incontrerete questo problema.

Qualche tartina sugo/formaggio e le classiche patatine in ciotola con salsa piccante.
L’aperitivo non è male ma probabilmente da altre parti ad un costo di 3€ hai un pirlo più ricco. Perde un bicchierino 2 su 5.
10, Febbraio 2008.
..wine bar, aperitivi & cocktails!Con queste simpatiche scritte in vetrina l’ Angolo 82 attira “quelli” del pirlo.com, smaniosi di festeggiare la 50 esima recensione a suon di bicchieroni rossi – arancio.
L ‘entusiasmo iniziale viene un po’ smorzato dall’ atmosfera del locale:Una landa desolata di tavoli e sedie vuoti,un paio di mensole con qualche bottiglia “bene”,musica soffusa,e il barista che fa capolino dal retrobottega;ordiniamo


I Pirlies si presentano bene,il calice è capiente ed il ghiaccio non la fa da padrone,quello col Campari è buono ed equilibrato e si fa bere molto volentieri,la variante Aperol è forse un po’ troppo carico e dolciastro,comunque nel complesso giudizio positivo.Sul tavolo arrivano anche una ciotola di patatine,una scodella di noccioline e un tagliere di speck con bocconcini di pane: apprezzabile



Passa il tempo e l’allegra compagnia di avventori-recensori si allarga e di conseguenza anche il numero delle ordinazioni;La quantità di cibo sul tavolo però rimane sempre la stessa ed alcuni dei presenti hanno cominciato ad irritarsi non vedendo soddisfatte le regole dell’ “economia di scala”;il barista si salva in corner portando altro speck,altre noccioline,e una cremina di carciofi da spalmare: gli animi degli economisti si placano…Da segnalare,purtroppo, l’assenza totale di buffet.

Conclusioni:L’angolo 82 non è un brutto posto,ma non fa nemmeno gridare al miracolo;è un posto “normale“;non c’è ressa(alle 19.30 di Sabato eravamo solo noi..),il barista c’è ma non parla,Il Pirlo è buono,gli stuzzichini prima o poi arrivano ed il prezzo di 3 euro non è un’ estorsione,ma in linea con quanto si consuma. Peccato perchè magari con un mini buffet ben fatto e un po’ di loquacità in più da parte del gestore potrebbe avere un po’ più di successo.Voto: 3 su 5
Angolo 82,Via Bagni,angolo con via Bagni
mappa della zona
La Freccia Rossa: il superfluo tempio del consumismo, in una città in cui ci sono più centri commerciali che centri sociali. Speravo di non doverci mai andare.
E invece, non di solo pirlo vive l’uomo. Costretto da un forzato bisogno di sneakers, trascino tra i negozi un malaugurato drappello di recensori, alla volta della meta definitiva: il C House – Coffee Hop Bar.
Così apriva tempo fa la recensione di Alekone, che mi trovo solo oggi a concludere * in quanto ultimo classificato della gara:
“sasso, carta, forbice … questo bar te lo recensisci tu! “


Arriviamo al Coffee Hop Bar (potrebbe essere Coffee Shop con un S che si è staccata dall’insegna… mah) percorrendo i corridoi desolati di un centro commerciale in piena desertificazione, il nostro sguardo non ci mette molto ad essere attirato dal Coffee Hop, monolitico bar ad angolo nero al confine della zona “pappa”, laggiù fra mezzi galletti del Beefed, mucche senz’organi di Ronald e sushii Runners risplende il pirlo. O almeno dovrebbe.


Seduti al tavolo, (quelli della sezione glamour ovviamente, vade retro sezione paninaro anni 80′ del Burghy )** ordiniamo i nostri 3 pirli: 2 aperol ed un campari.
Dal bancone, nell’attesa, rubiamo qualche salatino, patatine, quadrelli di frittata e della pasta fredda. ah si noccioline. Sgranocchiamo qualcosa chiedendoci se le “pietanze” nei nostri piattini di plastica mettono in buona luce o meno un locale che tanto pare far l’occhiolino al Fashion. Ahimè la luce è poca, buio, quanto l’interno di un frigorifero che da una notte all’altra custodisce gli avanzi del giorno precedente.

Passiamo al pirlo, anche questo è molto di moda, quanto un paio di scarpe di tendenza, tutte uguali per non sbagliare. Così “il migliore amico del Bresciano” (dopo lo spiedo) si perde in un gusto neutrale, nemmeno-tanto-cattivo, mezz’annacquato, non-lo-ricordo, bah. lo beviamo e ci mettiamo un sacco di tempo.


-desertificazione
La resa dei conti.
Ci sono posti Fascìon che sono un pò più Fascìon, ci sono osterie dove mangi come un drago, ci sono bar di quartiere dove bevi come un giocatore accanito di slot machine ma se uno è al frecciarossa ed ha estremo bisogno di un pirlo allora raggiunga di corsa il Coffe Hop bar. 3,5€.
*Solitamente quando mangiamo come cinghiali e beviamo pirli galattici, le recensioni sono online solo qualche ora dopo … ahimè brutta cosa l’euforia alcoolica!
** Questa la capisce chi c’è stato.








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